REC
Trump e Putin fanno accordi mentre l'Euorpa rimane fuori
L
R

Abbiamo deciso che comprare gas e petrolio dalla Russia significa finanziare la guerra di Putin. Che bisogna isolare Mosca, costi quel che costi. Che per…

  • GIORNALISTA

  • INVIATA

  • AUTRICE

  • CONDUTTRICE

Inchieste, reportage, analisi e televisione

Esteri
Articoli
11 Ottobre 2026

Trump fa l’accordo sul diesel con Putin: gli americani fanno i propri interessi. Noi i fessi

Abbiamo deciso che comprare gas e petrolio dalla Russia significa finanziare la guerra di Putin. Che bisogna isolare Mosca, costi quel che costi. Che per stare dalla “parte giusta della storia” occorre rinunciare all’energia russa, anche se questo comporta sacrifici economici. E così abbiamo fatto. O meglio, così stiamo facendo. L’Europa si sta progressivamente sganciando dalle forniture russe, legandosi sempre di più agli Stati Uniti.

Peccato che gli americani, quando si tratta dei propri interessi, tutti questi scrupoli sembrino improvvisamente dimenticarli. Il 9 ottobre Donald Trump ha annunciato un accordo con Vladimir Putin per riportare sul mercato americano e mondiale oltre 300 mila tonnellate di diesel russo, con ulteriori forniture previste nei prossimi mesi. E per rendere possibile l’operazione Washington ha temporaneamente allentato le sanzioni contro il carburante russo.

Avete capito bene. Il presidente americano ha deciso di tornare a fare affari energetici con quel Putin che l’Occidente sostiene di voler isolare economicamente.

Perché? Il carburante negli Stati Uniti costa troppo e Trump vuole far scendere i prezzi. Le famiglie americane spendono troppo? Le imprese rischiano di pagare il conto? Bene, allora si tratta con Mosca.

E noi? Noi continuiamo a fare la figura degli sciocchi. Quelli che rispettano le regole anche quando chi le ha create decide di concedersi un’eccezione.

Nel 2025, secondo l’Agenzia europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia, il 58% del gas naturale liquefatto importato dall’Unione Europea proveniva dagli Stati Uniti. E nell’accordo commerciale con Washington, Bruxelles ha indicato l’obiettivo di acquistare 750 miliardi di dollari di prodotti energetici americani entro il 2028. Una cifra che rappresenta un impegno politico e commerciale, non acquisti già conclusi, ma che racconta molto bene la direzione intrapresa.

Ora fermiamoci un momento a osservare l’assurdità della situazione. L’Europa rinuncia al gas russo e aumenta la propria dipendenza dall’energia americana. Gli Stati Uniti, però, quando ne hanno bisogno, tornano tranquillamente a trattare con la Russia.

Mentre noi restringiamo le nostre possibilità di scelta, il nostro principale alleato conserva la libertà di fare esattamente ciò che ritiene conveniente per sé. Ci hanno spiegato fino allo sfinimento che dipendere energeticamente dalla Russia rappresentava un rischio. E dopo quello che è accaduto nel 2022 sarebbe ridicolo negarlo. Ma se il problema era la dipendenza, perché la soluzione dovrebbe essere costruirne un’altra?

Cambiare fornitore non significa automaticamente diventare indipendenti. E diversificare dovrebbe voler dire avere più alternative, non ritrovarsi ancora una volta esposti alle decisioni di una potenza straniera. A questo punto chiediamoci: chi sta difendendo realmente i nostri interessi economici?

Perché Trump, piaccia o meno, sta facendo esattamente quello per cui è stato eletto: cerca di tutelare gli interessi americani. Se per farlo deve parlare con Putin, ci parla. Se deve allentare una sanzione, la allenta. Se deve cambiare posizione, la cambia. E non si preoccupa certo di chiedere il permesso a Bruxelles.

Noi invece continuiamo a ragionare come se difendere i nostri interessi fosse qualcosa di cui vergognarsi. Come se interrogarsi sul prezzo dell’energia, sulla competitività delle imprese e sulle conseguenze delle nostre scelte significasse automaticamente tradire dei principi.

Che fine hanno fatto la coerenza e la capacità di valutare le conseguenze economiche delle decisioni politiche? Perché c’è una differenza enorme tra scegliere consapevolmente di sostenere un costo per difendere un principio e accettare che quel costo ricada su di noi mentre i nostri alleati si concedono tutte le eccezioni che ritengono necessarie.

Arrivati fin qui dovremmo smetterla di raccontarci quanto siamo virtuosi e cominciare a chiederci quanto questa strategia sia davvero conveniente per noi. Gli americani fanno gli interessi degli americani. E noi?

Noi continuiamo a parlare di autonomia strategica, mentre rafforziamo la dipendenza energetica da Washington e ci imponiamo vincoli che il nostro principale alleato dimostra di poter aggirare quando gli conviene.

Ci raccontiamo che abbiamo deciso di stare dalla “parte giusta della storia”. Sarebbe il caso di cominciare a stare dalla parte dei nostri interessi.

Chi sono

Sono una giornalista, autrice e inviata. Ho lavorato davanti e dietro la telecamera, passando dalla conduzione alla direzione editoriale, fino al lavoro sul campo.

Scopri di più
WhatsApp Image 2026 08 21 at 17.34.02
Vi

Se trovi utile questo lavoro puoi contribuire a rendere possibili nuovi approfondimenti, reportage e inchieste.

Sostienimi

Contattami

Segnalazioni, storie, testimonianze, interviste e proposte di collaborazione: puoi scrivermi direttamente da qui.

    2026 Virginia Camerieri — Tutti i diritti riservati — Credits